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Schede di allenamento per portieri Under 12: le esercitazioni meno conosciute ma più utili

📅 30 Agosto 2026✍️ di Rosaria Serri⏱️ 4 min di lettura

Le esercitazioni meno conosciute ma più utili per portieri U12? Quelle che allenano insieme occhi, piedi e testa: rimbalzi irregolari, decisioni a tempo, uscite guidate, gioco coi piedi sotto pressione. Qui trovi schede pronte, sicure e facili da gestire in campo.

Struttura rapida della seduta (70 minuti)

Fase Durata Focus
Riscaldamento neuro-coordinativo 10′ Attivazione, riflessi, Propriocezione
Parate su stimolo doppio 15′ Tempo di reazione, tecnica di base
Uscite e palle alte in sicurezza 15′ Traiettoria, contatto controllato
Gioco con i piedi e decisione 15′ Primo controllo, passaggio, visione
Circuito integrato 10′ Trasferimento al gioco
Defaticamento 5′ Respiro, feedback

In sintesi: sessione compatta, alta qualità, poche ripetizioni mirate, progressione semplice->complessa.

Riscaldamento neuro-coordinativo

Esercizio 1 — Domino propriocettivo con rimbalzo irregolare

Obiettivo: preparare caviglie e occhi a rimbalzi imprevedibili.

Materiali: 4 coni bassi, 2 palline da tennis, 1 palla rimbalzo irregolare.

Come si fa: portiere corre tra i coni in skip leggero; coach lancia pallina da tennis o palla irregolare. Presa a due mani, rilancio immediato.

Varianti: chiamata colore prima della presa; una mano sola alternata.

Perché funziona: accende il circuito occhio-mano e la Apprendimento motorio precoce.

In sintesi: 3 blocchi da 60”, pausa 30”. Cura la postura: piedi attivi, busto avanti.

Esercizio 2 — Scale ritmiche con stop visivo

Obiettivo: ritmo piedi + reazione allo stop.

Materiali: scala, 4 cinesini, 1 pallone.

Come si fa: lavoro di piedi nella scala; al segnale “STOP” immobilità in postura di parata; lancio morbido entro 1”.

Errore da evitare: pianta del piede pesante; chiedi appoggi leggeri e ginocchia morbide.

Parate su stimolo doppio e tempi di intervento

Esercizio 3 — Parata ritardata con chiamata

Obiettivo: leggere palla e voce insieme.

Materiali: 6 porticine, 4 palloni.

Come si fa: coach calcia rasoterra; un compagno chiama un numero (1-6) un istante prima del tiro. Il portiere deve guardare palla ma memorizzare il numero; dopo la parata tocca la porticina corrispondente.

Beneficio: allena attenzione divisa, senza sovraccaricare.

Progressione: riduci il tempo tra chiamata e tiro; inserisci rimbalzo.

Esercizio 4 — Doppio stimolo diagonale

Obiettivo: spinta dal corto al lungo.

Materiali: 2 sagome, 1 pallone.

Come si fa: primo tiro morbido a sinistra; immediato secondo tiro teso a destra. Curare recupero postura tra i due.

Chiave tecnica: passo incrociato e spinta dal piede d’appoggio.

In sintesi: 4 serie da 4 doppi tiri; qualità su traiettoria e rimbalzo, non potenza.

Uscite e gioco aereo in sicurezza

Esercizio 5 — Cross con ritardo controllato

Obiettivo: scegliere “esci” o “resta”.

Materiali: 2 cinesini per area d’impatto, 6 sagome o paletti.

Come si fa: cross dal fondo; il coach alza una paletta colore: verde = esci, rosso = resta. Se esce, ginocchio opposto alto, presa al petto; se resta, passo indietro e blocco su secondo palo.

Sicurezza: contatto con compagni solo simulato. Prima la lettura, poi il corpo.

Esercizio 6 — Cadute morbide da step basso

Obiettivo: confidenza nel tuffo.

Materiali: materassino, step 10 cm, palloni soft.

Come si fa: da step, tuffo laterale su palla lenta. Sequenza: guardo–spingo–allungo–abbraccio.

Nota: rinforza il lato “debole” alternando serie.

In sintesi: 3×6 tuffi per lato; pausa 60”. Prima tecnica, poi velocità.

Gioco con i piedi e decisione

Esercizio 7 — Uscita palla: primo tocco orientato

Obiettivo: controllo orientato su pressione leggera.

Materiali: 4 porticine, 3 palloni.

Come si fa: ricezione con interno piede debole, orientata verso porticina libera chiamata dal compagno. Passaggio entro 3”. Rotazione porticine ogni azione.

Correzione veloce: apri il corpo, primo tocco diagonale, testa alta.

Esercizio 8 — Lanci medi “a zone”

Obiettivo: precisione 20–30 m a bassa parabola.

Materiali: 3 zone con cinesini.

Come si fa: bersagli in corridoi laterali e centrale. 5 lanci per zona con rincorsa di 1 passo.

Metriche: mira 60% di bersagli centrati; lavora su dorsiflessori e frustata del collo del piede.

In sintesi: piede debole ogni due ripetizioni; premia l’idea, non solo l’esecuzione.

Circuito integrato “porta piccola–porta grande”

Set-up: 1 porta regolamentare, 2 porticine ai lati, 4 coni a rombo.

  1. Footwork: slalom corto nel rombo, postura bassa.
  2. Parata 1: rasoterra frontale, blocco o deviazione.
  3. Decisione: chiamata “piccola” o “grande”.
  4. Parata 2: tiro incrociato o alto sul palo opposto.
  5. Uscita: cross morbido finale con scelta.

Tempo: 5 rotazioni da 90”, recupero attivo 60”.

Obiettivo: trasferire tecnica in situazione col vincolo del tempo.

Errori comuni e correzioni veloci

  • Attesa sui talloni: inserisci richiami “punta–tallone–punta” nel warm-up.
  • Presa a petto rigida: ricorda “abbraccia e respira”.
  • Tuffo piatto: enfatizza angolo spalla–anca; usa materassino finché il gesto è fluido.
  • Lancio a campanile: riduci rincorsa, colpisci con caviglia stabile.

In sintesi: correggi una cosa per volta; rinforza subito con una buona ripetizione.

Monitoraggio e progressione

Indicatori semplici

  • Parate pulite: quante senza rimbalzo in 10 tiri.
  • Tempo decisione: esci/resta entro 0,8” dal segnale.
  • Precisione passaggi: 8/10 su bersagli laterali.

Progressione settimanale

  • Settimana 1: qualità gesto, volumi bassi.
  • Settimana 2: aggiungi doppio stimolo (voce + palla).
  • Settimana 3: inserisci avversario passivo.
  • Settimana 4: mini-partite a compiti, 3v3 con transizioni.

Ricorda l’età: U12 ha bisogno di gioco, varietà e rinforzo positivo. La fiducia nasce da esercizi che riescono, poi diventano sfida. Così il bambino entra in campo sentendosi parte di una squadra e non solo “ultimo baluardo”.

Rosaria Serri

Rosaria Serri ha lavorato in una società sportiva di provincia occupandosi dell’accoglienza e dell'inserimento dei bambini al primo approccio col calcio. Il suo interesse per l’aspetto pedagogico la porta a raccontare l’importanza del gioco di squadra nelle storie delle nuove generazioni calcistiche.